Spiare dipendenti in azienda

Spiare i dipendenti è reato: come difendersi da violazioni?

Il datore di lavoro può spiare le conversazioni dei propri dipendenti?

La domanda da un milione di dollari per i datori di lavoro più attenti alle attività dei propri dipendenti è proprio questa: è possibile spiare i lavoratori della propria azienda?

Nel 2015, ha fatto scalpore la decisione di un imprenditore di licenziare una propria dipendente in seguito a delle conversazioni tenute da questa tramite Skype.

Come prevedibile, la lavoratrice in questione ha fatto ricorso contro la decisione, in quanto il proprio datore di lavoro era venuto a conoscenza del contenuto delle conversazioni spiandole in modo illegittimo.

In materia, fu il Garante della privacy a pronunciarsi e a condannare il datore spione, sostenendo che le comunicazioni elettroniche e telematiche riconducibili e scambiate dai dipendenti durante il rapporto di lavoro godono di garanzie di segretezza.

Insomma, il datore di lavoro deve restarne fuori e, ancor di più, non gli è possibile porre a fondamento della propria decisione di procedere ad un licenziamento il contenuto di conversazioni delle quali non avrebbe mai dovuto conoscere l’esistenza.

Limiti e poteri del datore di lavoro

La sfera del lavoratore deve restare privata e non è ammessa l’illecita acquisizione di conversazioni, né tanto meno la possibilità di intercettare il telefono di un proprio dipendente.

Se volete approfondire la questione relativa all’eventualità che il vostro telefono possa essere intercettato, ne parliamo proprio qui.

Per quanto riguarda l’intromissione del datore nella sfera privata dei lavoratori della propria azienda, il problema si pone in modo ancor più consistente se si considera l’ampia diffusione che ha avuto la pratica di dotare i propri dipendenti di dispositivi aziendali, quali smartphone, tablet e personal computer.

Infatti, se da una parte ciò è necessario per tenere separate la vita personale da quella lavorativa, soprattutto in considerazione dei rischi che corre la sicurezza aziendale, è vero anche che i dispositivi aziendali non possono essere utilizzati come corsia preferenziale dal datore di lavoro per accedere a conversazioni e comunicazioni dei propri dipendenti.

Sarebbe una violazione della privacy gravissima.

Le email, i messaggi e tutte le conversazioni che avvengono duranti il rapporto di lavoro sono protette dal segreto e la loro tutela è rinvenibile nella stessa Costituzione.

Il datore di lavoro è tenuto a rispettare quanto disposto in materia dallo Statuto dei Lavoratori, dal Jobs Act e dalle Linee guida del Garante per posta elettronica e Internet.

Di conseguenza, questi non potrà né spiare i propri dipendenti né effettuare nessun trattamento dei dati personali contenuti nelle conversazioni che siano state ottenute in modo illecito.

Spetta al datore di lavoro definire le modalità di utilizzo degli strumenti e dei dispositivi aziendali, ma queste modalità devono essere previste nel rispetto della libertà e della dignità dei lavoratori e dei principi di correttezza, di pertinenza e di non eccedenza come individuati nel Codice privacy.

App per spiare i dipendenti

Tuttavia, nonostante il quadro normativo così delineato e che pone attenzione alla privacy del lavoratore, esistono sul mercato tante, tantissime app spia utilizzate per il controllo aziendale e per spiare i dipendenti.

I dipendenti di molte aziende sono “circondati” a propria insaputa da spy software, che hanno lo scopo di raccogliere informazioni di terzi e che pongono in serio pericolo la loro attività lavorativa e privata.

Si tratta di software studiati per essere installati su utenze e dispositivi dei dipendenti da parte di coloro che abbiano le autorizzazioni di system administrator e che non possono essere rilevati dal lavoratore.

In teoria, sarebbe possibile per il datore del lavoro avere un controllo sul lavoro: ciò non è del tutto vietato, ma l’azienda dovrebbe predisporre i propri controlli entro i limiti consentiti e fornendo al lavoratore un’idonea informativa.

Tramite questa applicazioni, invece, negli ambiti aziendali si registra sempre di più un utilizzo di spy software a limite di quanto consentito dalla legge.

Come difendersi

Se temete che la vostra privacy possa essere violata da un titolare troppo ficcanaso, non temete.

Le soluzioni per tenere la propria vita privata e i propri dati sensibili al sicuro esistono.

Infatti, se da una parte vi sono in commercio app che permettono al vostro datore di lavoro di spiarvi, dall’altra ve ne sono altre che permettono a voi di difendervi da questa intrusione abusiva e illecita.

Una tra queste è l’app Crypty Talk, sviluppata dalla Crypty Secure e che vi consentirà di blindare il vostro dispositivo e di tenere alla larga gli impiccioni, che siano di natura personale o lavorativa.

Questa applicazione, vi permetterà di inviare messaggi, chiamare e comunicare in modo del tutto sicuro.

Si serve, infatti, di un sistema di sicurezza criptato, che vi permette di tenervi a riparo da attacchi di hacker e cyber criminali, ma anche da intercettazioni indesiderate.

Grazie a Crypty Talk, chat e chiamate non possono essere intercettate e non viene registrato nessun log.

In sostanza, non viene lasciata nessuna traccia sul vostro smartphone e ogni chiamata, messaggio, trasferimento di file e ogni comunicazione restano sui server criptati, con la possibilità di prevedere la loro auto cancellazione a tempo.

Insomma, si tratta di un vero e proprio scudo per tenervi al riparo da intromissioni esterne!

 

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