fuga di notizie

Fuga di notizie: cos’è e come evitarla

Nella cronaca nazionale e internazionale si sente spesso parlare di fuga di notizie.

Infatti, si tratta di un fenomeno purtroppo molto diffuso entro e fuori l’ambito nazionale, tanto da aver fatto registrare numerosi casi di fuga di notizie, che hanno coinvolto giornali, magistratura e siti web, creando non pochi problemi di tipo pratico.

Fuga di notizie cos’è

Tanto per essere chiari, in campo giornalistico, quando si parla di una fuga di notizie si vuole intendere il caso di un divulgazione di informazioni soggette ad embargo da parte di un ente pubblico o privato, da parte di un gruppo di persone o di un singolo individuo, prima che vi siano stati un’uscita o una pubblicazione ufficiali delle suddette informazioni, magari tramite conferenza stampa.

Più in generale, si ha a che fare con un rilascio non autorizzato di informazioni riservate, in molti casi proprio ad opera degli stessi soggetti che avrebbero dovuto curarne e garantirne l’assoluta riservatezza.

In tale ambito, giova ricordare come si possano carpire informazioni anche attraverso intercettazioni illegalmente effettuate, ma, per maggiori informazioni su questo aspetto, vi rinviamo al relativo articolo di approfondimento.

La fuga può essere realizzata da una persona interna ad un ente o ad un’organizzazione e in questo caso si parla di whistleblowing, o da una persona esterna tramite mezzi di spionaggio, come avviene nel giornalismo investigativo, o attraverso mezzi di ricerca, ad esempio servendosi di documenti o di testimoni, come nel caso del giornalismo di inchiesta.

I motivi per cui possono trapelare informazioni riservate non soggette a divulgazione possono essere molto vari e, nello specifico, nel corso degli anni se ne sono registrati alcuni principali;

  • di tipo politico, come nel caso in cui un politico voglia testare l’opinione pubblica su determinate misure che ha intenzione di proporre: ove queste sia rivelino impopolari, seguirà una smentita;
  • vantaggi sperati di tipo pubblico o privato;
  • di tipo etico, come nel caso di persone che siano a conoscenza di informazioni su questioni che ritengono moralmente scorrette o contrarie all’interesse pubblico; in tal caso, questi soggetti prendono il nome di whistleblower e divulgano le informazioni da loro conosciute, pur sapendo di esporsi al rischio di una sanzione.

Casi di fughe di notizie

Quando si parla di fuga di notizie il pensiero non può non andare allo scandalo americano conosciuto come Watergate.

Per i meno attenti, lo scandalo Watergate risale al 1974 ed ebbe una portata tale da costringere l’allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon a rassegnare le proprie dimissioni!

Questo ci fa capire quanto l’opinione pubblica e i più alti gradi della politica siano sensibili al tema e quando una fuga di notizie possa incidere in una società.

Decisamente più recente e più vicino a noi è il caso della fuga di notizie in un caso di ‘ndrangheta.

Nell’ambito della maxi operazione Rinascita-Scott condotta contro la ‘ndrangheta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e dall’Arma, sono stati coinvolti mafiosi e colletti bianchi, tra cui funzionali pubblici, membri della polizia giudiziaria, politici, professionisti e imprenditori.

Nel contesto di quella che è stata la portata di una simile operazione, che ha condotto a ben 334 arresti e 416 indagati, accusati di associazione mafiosa, usura, omicidio, riciclaggio e altri reati con il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso, e al sequestro di ben 15 milioni di beni, con un dispiegamento di forze che ha coinvolto più di 3 mila carabinieri, vi è stata una fuga di notizie che ha rischiato di compromettere l’intera operazione.

Basti pensare che il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri è stato costretto ad anticipare il blitz di un giorno, perché gli indagati erano stati messi già al corrente degli arresti.

Fuga di notizie da parte di una talpa o sottrazione di informazioni tramite intercettazioni?

Ciò che conta davvero è che un’operazione così complessa per organizzazione e per oggetto delle indagini possa essere stata messa a repentaglio da una fuga di notizie, che avrebbe potuto far saltare tutto e mandare all’aria mesi di lavoro.

Perché succede?

Purtroppo, a prescindere da quale possa essere la ragione personale che spinge un soggetto a voler interferire con le indagini dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine, c’è da considerare un aspetto per niente secondario.

Ci riferiamo al fatto che, ancora oggi e nell’ambito di un campo così sensibile e delicato come quello giudiziario, troppo spesso i canali di comunicazioni utilizzati per lo scambio di informazioni non sono del tutto sicuri.

Ciò comporta che un individuo che abbia una buona padronanza dei sistemi di comunicazione o abbastanza soldi da potersi permettere di assoldarne uno per raggiungere i propri scopi siano in grado di penetrare la rete di comunicazione finanche dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine e investigative, che devono necessariamente collaborare tra loro nella conduzione di un’indagine.

In sostanza, quindi, una soluzione sarebbe quella di rafforzare e di rendere impenetrabile, ma davvero impenetrabile, il sistema di comunicazione tra i vari soggetti coinvolti nell’ambito di un’indagine, quindi Procura, Pubblico Ministero, Giudice delle Indagini Preliminari, Polizia Giudiziaria.

Un esempio di strumenti in grado di rendere più sicure le conversazioni e le comunicazioni tra tali soggetti sono le applicazioni che esistono per i dispositivi mobili, una tra tutte è Crypty Talk.

Si tratta di app vere e proprie da installare sugli smartphone, che permettono di scambiare messaggi e chiamate tra diversi soggetti in modo del tutto sicuro e in anonimato, così da poter mettere a riparo le proprie comunicazioni da intercettazioni indesiderate.

Non resta nessuna traccia sul proprio smartphone delle comunicazioni e degli scambi di informazioni effettuati, per cui non vengono salvati né scaricati dati sul dispositivo e ogni chiamata, messaggio o trasferimento di file resta su server criptati, con la possibilità di auto cancellazione a tempo dei messaggi.

Ricordiamo che gli interessi che spingono un soggetto e, ancor di più, un’organizzazione criminale ad intromettersi e a tenersi informati su quello che è l’andamento e l’esito di eventuali indagini che li coinvolgono sono tanti e il rischio di veder vanificato il duro lavoro di mesi o, addirittura, di anni è più che reale.

Ecco perché è importante proteggere le indagini e tenerle lontane da occhi e orecchie indiscrete!

 

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